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PETRICCI

Petricci è una frazione del comune di Semproniano.

Petricci è un paese ad attività prevalentemente agricola, immerso in boschi di castagno, cerro e prati collinari.
Il paese è incastonato in una zona particolarmente panoramica: alle spalle (nord-est) è appoggiato sul declivio che porta al massiccio della Ripa (881 m s.l.m.), uno strapiombo che precipita a picco per 200 metri sulla limitrofa frazione di Cellena e che offre un'ampia visuale che spazia dal Monte Amiata alla Valle del Fiora fino al Lazio perdendosi nel Mar Tirreno.
A sud, in un ampio panorama, spazia da est ad ovest lungo una vallata che conduce fino all'Arcipelago Toscano: la pianura laziale, il Monte Argentario e l'Isola del Giglio sono paesaggi di quotidiana visibilità; spesso si può scorgere anche il nitido profilo della Corsica.
Il paese ha origini recenti, sebbene le radici storiche del territorio sul quale presiede risalgano al IX secolo d.C.. Sul finire del XVIII secolo il piccolo nucleo abitato, costituito solo da un caseggiato e da una cappella privata dedicata a Sant'Antonio da Padova, viene prescelto perché unico luogo di culto presente nel territorio ed insistente sulla principale strada di comunicazione che dall'Amiata conduceva alla Maremma.
Narra una leggenda che il Granduca Pietro Leopoldo, in uno dei suoi innumerevoli viaggi in Maremma, si incontrò in questi luoghi con un funerale. Il territorio di Petricci era in quegli anni sotto la giurisdizione parrocchiale di Samprugnano (l'odierno paese di Semproniano) ed i morti dovevano essere trasportati nel cimitero di questa parrocchia percorrendo a piedi chilometri di strade sterrate. Il tragitto da Petricci a Samprugnano è di circa 5 km: si può ben immaginare quanto fossero gravosi i funerali, tanto che ancor oggi sopravvive il detto che "i morti seppellivano i vivi". Il Granduca, commosso da quell'evento, ma soprattutto dalle sue illuminate necessità di rimodernare le dimenticate terre di Maremma, promise a quel popolo che avrebbe avuto una propria parrocchia. E mantenne la sua promessa. Con rescritto del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena in data 25 luglio 1785 viene costituita in Petricci una nuova parrocchia facente parte della Diocesi di Sovana. Con decreto del vescovo monsignor Francesco Pio Santi del 24 ottobre 1785 viene approvato canonicamente il rescritto granducale. Il territorio ebbe così una chiesa, un parroco ed il suo cimitero, acquisendo quell'autonomia a cui aveva diritto una comunità. Nasce così il paese di Petricci.
I secoli a venire hanno fatto espandere il paese sia come edilizia che come abitanti fino al suo apice negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo quando vi si contavano più di 800 persone. Il declino demografico che ha interessato tutte le piccole comunità amiatine ha fatto sì che ad oggi (anno 2008) il paese sia popolato da meno di 200 abitanti, con un'altissima percentuale di anziani.

  • Chiesa di San Giuseppe, chiesa parrocchiale della frazione. Di particolare interesse il campanile, che con i suoi 25 metri di altezza è l'edificio più alto esistente nel comune di Semproniano. Realizzato nel 1881 (fino all'altezza di 13 m con sommità a forma di rozza cupola) fu innalzato alle dimensioni attuali nel 1925 con vetta piramidale. Sotto il cornicione esposto a sud del primigenio campanile del 1881, fu murata una testa di alabastro di origine sconosciuta. sulla fronte sono incise le lettere "MGB". Il mistero che l'avvolge ha portato l'immaginario collettivo del paese a soprannominarlo il Guardiano di Petricci.
  • Convento di San Giusto, antico convento situato a sud-ovest del paese, si presenta oggi sotto forma di ruderi.
Nei pressi della strada che dalle Rocchette di Fazio costeggiava il fiume Albegna e conduceva al castello di Triana ed al Monte Amiata esisteva l'antico territorio giurisdizionale del Castrum Calegiani (IX sec.) che aveva come centro abitativo l'attuale caseggiato di Calizzano; poco distante esistono i resti del suo fortilizio militare, conosciuto dagli abitanti come Il Castellaccio.